Intervista a Francesco Chiola - by edicolac64 - Edicolac64 - il commodore 64 in Italia

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Intervista a Francesco Chiola - programmatore di Lupenio
Effettuata da strongboy

D - Per iniziare, raccontaci di come e perchè ti sei avvicinato al mondo dell'informatica negli anni 80, e in che modo il Commodore 64 ha conquistato il tuo cuore piuttosto che altri computer dell' epoca ( vedi spectrum, vic 20, msx e altri )
R - Negli anni 80, verso la fine del liceo scientifico, mio padre decise che, senza una buona conoscenza dei computers, nel futuro non si sarebbe andati da nessuna parte e così, semplicemente, compro' un C-64 e me lo regalò. Lo "scatolotto" mi piacque moltissimo e cominciai a giocarci. Ma i giochini dopo un po' mi annoiavano e così decisi che la programmazione mi stuzzicava di più. In quel periodo, estate 1984, ero in Abruzzo nella vecchia casa di famiglia (sono abruzzese di origine anche se ho sempre vissuto al nord) e c'era poco da fare oltre a contemplare la bellezza di quella terra e così pensai che dovevo impegnarmi di più ed andai a Pescara dove comprai "I segreti del linguaggio macchina del C-64", libro che conservo ancora vicino alla tesi di Laurea.
Tutto assembler puro, tutto in esadecimale, poco supporto ma tanta testa dura (ho sangue abruzzese nelle vene, non ci fermano e non ci fermeranno nemmeno i terremoti !). Insomma, notti insonni e tanta, tanta passione a Loreto Aprutino sulle colline pescaresi.

D - Deduco che ai tempi abitavi a Milano ? ? ? Come è iniziato il rapporto con la Sipe e come è partito il tutto ( sempre riferito alla SIPE ) ? ? ?

R - Tornato a Novara, dove abitavo, decisi che dovevo diventare un mago del computer. Trovavo la cosa molto "trendy" e ne ero affascinato, mi iscrissi alla Università di Milano, Scienze dell'Informazione, il tutto con grande supporto del papà Ingegniere. Trovo la cosa ancora molto "trendy" e passo ancora ore a programmare tutto quello che si può anche se oramai é solo un hobby. Tornando al ricordo di quei tempi, avevo solo il C-64 ove sfogare la mia creatività e quindi decisi di sviluppare un videogioco, in linguaggio macchina ovviamente, nacque Lupenio. Non mi ineressavano tanto i soldi mi interessava il riconoscimento del mio "genio" informatico e così pensai che se qualcuno avesse pagato il mio lavoro voleva dire che ero uno tosto. Come fare ? Semplice, andai in edicola comprai la prima rivista con cassetta, presi il numero di telefono della Sipe e, semplicemente, chiamai dicendo : "Ho sviluppato un videogioco e lo vendo, interessa ?" Interessò e mi proposero un incontro in SIPE, mostrai il mio Lupenio con il mio amico Andrea Cucchetto (a cui va pari merito nella creazione di Lupenio) e ci pagarono.


D - Che persone hai conosciuto dello staff della SIPE, e che ruolo ricoprivano nella redazione ? ? ? ( gb max aka Giovanni Zanetti = lato spectrum, Elvio Fantini = direttore di facciata, Giovanni Barigazzi = direttore vero, Gilberto Casubolo = artista grafico, Cristina Barigazzi = autrice articoli . . . è tutto giusto ? ? ? )

R - Parlai con Elvio Fantini se ben ricordo. Mi guardava strano ma la cosa gli interessava.
Alla fine dissi : "Piace ? 1 milione e mezzo !" . . . "Non piace ? Vado in via Famagosta (dove c'era la Systems !)" Semplice, un po' sfrontatello ma così ero (sono ancora così nei colloqui di lavoro e funziona)


D - Quali altre persone oltre a quelle che ho citato avevano altri ruoli nella redazione ? ? ? Eri a conoscenza che la "SIPE" prima si chiamava "SEI" ? ? ?

R - Di SIPE sapevo solo dove erano e ricordo che era gente allegra e simpaticissima.


D - Su queste persone hai qualche aneddoto simpatico da poterci raccontare ( ovviamente anche più di uno . . . )

R - Mi ricordo che Fantini (se era lui) aveva un neo mostruoso sulla faccia e che non riuscivo a non guardarlo e ridevo dentro di me cercando di non guardare Andrea che se no l'affare sfumava tra le risatone !


DOMANDE A RAFFICA SUL GIOCO "LUPENIO" E SU RIVISTA ALLEGATA

D - Da dove hai tratto ispirazione per la stesura della trama e per la ambientazione del gioco ? ? ?

R - Fu una idea di Andrea, la trama nacque tra bicchieri di birra e pop corn in un oratorio. Eravamo così, ci bastavano due lire e ci divertivamo con niente.


D - Quanto tempo ci hai messo a realizzarlo e quali difficoltà hai incontrato ? ? ?

R - Qualche mese, tantissime difficoltà e notti insonni in una taverna supportati dalla simpatia di un cagnolino (bastardissimo) di nome Blacky che sbadigliava e ci guardava come fossimo alieni.


D - Quanto ti è stato retribuito il lavoro ? ? ?

R - Un milione e mezzo appunto, avevo deciso che volevo quella cifra ! Fui davvero sfrontato ma mi divertii tantissimo, mi pago' in contanti e tornai con i soldi in tasca in treno. Pagai anche le mie tasse, tutto registrato e legalissimo.


D - Il gioco ti era stato commissionato specificatamente per la rivista "GAMES COMMODORE 64" oppure lo avevi già pronto nel cassetto ? ? ?

R - Come ho detto lo feci di getto, se funziona lo vendo altrimenti non sono un bravo programmatore


D - Di questa rivista ho notizie solo del numero 1, puoi dirmi se ha avuto un seguito ? ? ?

R - Penso di si, pubblicarono un altro mio gioco ma non ricordo altro


D - La rivista "GAMES COMMODORE 64" venne pubblicizzata insieme ad una altra rivista ( RUN/STOP MAGIC GAMES sempre per commodore 64 ) era sempre con giochi inediti programmati apposta per quella testata ? ? ?

R- Non ricordo, mi spiace



D - Hai scritto altri giochi per la SIPE o per altre case distributrici, e se è si cosa ci puoi dire in merito . . .

R - Un altro gioco per SIPE e poi lavorai per System editoriale che prima era in via Famagosta sempre a Milano.
Se ben ricordo li prendevo accordi con un ragazzo intelligente e simpatico che si chiamava Ferri o Ferro. Ho poi sviluppato Color Mind, Mr. Hat, Rings'n'up, Valentino. Valentino mi fu pagato con un Commodore Amiga.


D - Rivedendo oggi i lavori svolti nel passato da te e dai tuoi colleghi , quali sensazioni/considerazioni ti vengono in mente da poter condividere con noi ? ? ?

R - Che uno il lavoro uno se lo deve inventare a volte e che avrei fatto sempre così nella vita, uno si butta.. se cadi ti rialzi e ti ributti... Una lezione di vita, faccio ancora così e, dopo la laurea (in Informatica), mi sono lanciato in altri "esperimenti", qualcuno ha funzionato qualcuno no ma non mi lamento, ci rido sopra ed é bellissimo.
Ho anche deciso di essere un musicista, un politico, un manager, uno scrittore di fantascienza, un marito ed un padre... In quanto alla musica forse non sono il massimo perchè ho provato a dare una cassettina di alcune "creazioni sonore alquanto discutibili" ma niente... ad oggi ancora niente ma non demordo e mi vedrete presto a Sanremo ! Come scrittore mando regolarmente i miei libri ad Urania, ad oggi nessuna risposta.. Va bhe', nessuno leggerà mai "Oltre il faro delle stelle". Come manager mi sono fatto assumere da una multinazionale americana mentendo spudoratamente su presunte qualità manageriali e, finora, sono riuscito ad ingannarli. Come marito bisogna chiedere alla mia Sonia ma come papà.. bhe', qui sono un grande : Giuseppe e Vittoria sono due angioletti meravigliosi e ci adoriamo ! Come politico mi sono presentato alle elezioni comunali con un gruppo di disperati-squattrinati, ci hanno trombato alla grande ma... Berlusconi, trema... ho un piano per batterli alle politiche !


D - Che opinione hai a proposito del mercato videoludico italiano di allora?

R - Che era l'America, la "terra" delle opportunità. Esiste sempre un posto dove i sogni stanno aspettando di essere sognati....


D - Di cosa ti occupi attualmente, e, ti ha aiutato nel lavoro la tua passione per la programmazione ? ? ?

R - Sono un manager di una multinazionale americana, lavoro a Torino e a Cirencester (UK), viaggio tantissimo in Europa (Berlino in particolare). Anche qui ho usato il mio metodo, ho visto un annuncio stuzzicante su "La Stampa" ed ho risposto : Ale'.. buttiamoci ! Ha funzionato e un mese dopo ero a Minneapolis. Nel mio lavoro l'informatica conta pochino, facciamo sistemi per il testing strutturale degli autoveicoli e per la caratterizzazione dei materiali e si lavora pure con Ferrari F1 (che bello, siamo quelli della galleria del vento tra le tante cose che facciamo) ma l'impostazione "garibaldina", la voglia di tentare quello che sembra non possibile mi ha aiutato tantissimo. Tra le varie pazzie ho anche scritto alla NASA, qui non ha funzionato.. dico sempre che é per questo che l'uomo non é ancora andato su Marte !


D - C'è qualcosa che desideri aggiungere per concludere questa mini intervista ? ? ?

R - Che mi sono divertito a scrivere di quello che é successo 25 anni fa e che rifarei tutto da capo ripartendo da quel bellissimo ed intrigante "scatolotto grigio"

Fine
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